L'Opera

Testo tratto dal sito Del Museo Nazionale D'Abruzzo

Madonna del Latte

 

 
  • Nazione - Italia

  • Città - L'Aquila

  • Luogo di conservazione - Museo Nazionale d'Abruzzo

  • Luogo di collocazione

  • - Piano 1 - Sala 2

  • Materia e tecnica - Tempera su tavola

  • Autore - Ignoto

  • Sezione - Arte Sacra

  • Tipologia - Dipinto

  • Dimensioni - h. 280 cm, largh. 72 cm

  • Datazione - Sec. XIII (seconda met

  • Provenienza - Chiesa di Santa Maria in Pantanis

  • Copyright immagine - Soprintendenza PSAE - AQ


Descrizione

La Madonna è seduta in trono e sostiene con il braccio destro il Bambino cui porge il seno; Gesù benedice alla latina e regge un rotolo.Lo  slancio ascensionale della figura è sottolineato dal raffinato linearismo delle fasce decorative del manto e dei contorni delle amplissime maniche, con l'effetto di far apparire leggeri gli spessi e decoratissimi paludamenti. La straordinaria ricchezza della decorazione e la sontuosità dell'azzurro intenso del lapislazzulo, proposto in varie modulazioni, si pone come nota dominante e viene messo in risalto  da  sapienti accostamenti quale il bianco candido del lembo della tunica. Le parti anatomiche della Vergine che emergono dall'opulenza dell'apparato decorativo, sono trattate con particolare attenzione che si rileva nella soda curva del seno e nelle elegantissime dita affusolate. Il volto della Vergine, di un ovale perfetto caratterizzato da uno sguardo profondo ed enigmatico, è coronato da una grande e preziosa corona, che si inserisce mirabilmente nel tondo del nimbo sporgente dalla tavola. Anche la figura del Bambino, dai tratti improntati ad una pensosa maturità, è trattata con uno squisito linearismo e dominata dal sapiente accostamento del verde della tunica col rosso del mantello.

 

Bibliografia

A. O. QUINTAVALLE, "La tavola di S. Maria de flumine nella pinacoteca del Museo Nazionale di Napoli", in Bollettino d'arte 1930-31, pp. 265-72;
T. H. GARRISON, Romanesque panel painting, Firenze 1953, p.92;
F. BOLOGNA, I pittori alla corte angioina di Napoli, Roma 1968, pp.22-23;
G. MATTHIAE, Pittura medievale abruzzese, Milano 1969, p.73;
AA.VV., Tutela dei Beni Culturali in Abruzzo, pp.17-22; 
E. CARLI, Arte in Abruzzo, Venezia 1998.

 

Commenti

La tavola, collocata sull’altare maggiore della chiesa di S. Maria in Pantanis di Montereale (AQ), fu segnalata nel 1958, nel corso di un’ispezione della Soprintendenza. Si ravvisò immediatamente la necessità di eseguire un intervento di restauro, ma il prelievo della tavola fu impedito dalla pertinace opposizione della popolazione locale che vedeva nella veneratissima icona il simbolo dei valori religiosi, culturali e storico-sociali della piccola comunità e ne paventava la perdita. Solo nel 1982 fu possibile trasferire la tavola presso l’Istituto Centrale per il Restauro. L’opera, costituita da un’unica tavola di pino sulla quale è stato innestato il tondo, riproduce uno schema iconografico abbastanza diffuso. La preziosità e la ieraticità dell’immagine sembrano escludere qualsiasi concessione alla vena popolare. Nella figurazione si uniscono in perfetta sintesi lo slancio ascensionale sottolineato dalle linee dei panneggi e dai contorni delle ampie maniche che sembrano annullare la naturale contrazione del corpo seduto ed una straordinaria ricchezza decorativa esaltata dall’uso del lapislazzulo. Per le analogie riscontrabili con la Madonna della Badia di Montevergine (AV) e quella di S. Maria de Flumine ad Amalfi, quest’opera può essere ritenuta di derivazione campano-amalfitana, strettamente connessa agli influssi bizantineggianti provenienti dai mosaici di Monreale e dell’area messinese.

 


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