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FESTEGGIAMENTI 2017

programma madonna 2017

    L'Opera

Testo tratto dal sito Del Museo Nazionale D'Abruzzo

Madonna del Latte

 

 
  • Nazione - Italia

  • Città - L'Aquila

  • Luogo di conservazione - Museo Nazionale d'Abruzzo

  • Luogo di collocazione

  • - Piano 1 - Sala 2

  • Materia e tecnica - Tempera su tavola

  • Autore - Ignoto

  • Sezione - Arte Sacra

  • Tipologia - Dipinto

  • Dimensioni - h. 280 cm, largh. 72 cm

  • Datazione - Sec. XIII (seconda met

  • Provenienza - Chiesa di Santa Maria in Pantanis

  • Copyright immagine - Soprintendenza PSAE - AQ


Descrizione

La Madonna è seduta in trono e sostiene con il braccio destro il Bambino cui porge il seno; Gesù benedice alla latina e regge un rotolo.Lo  slancio ascensionale della figura è sottolineato dal raffinato linearismo delle fasce decorative del manto e dei contorni delle amplissime maniche, con l'effetto di far apparire leggeri gli spessi e decoratissimi paludamenti. La straordinaria ricchezza della decorazione e la sontuosità dell'azzurro intenso del lapislazzulo, proposto in varie modulazioni, si pone come nota dominante e viene messo in risalto  da  sapienti accostamenti quale il bianco candido del lembo della tunica. Le parti anatomiche della Vergine che emergono dall'opulenza dell'apparato decorativo, sono trattate con particolare attenzione che si rileva nella soda curva del seno e nelle elegantissime dita affusolate. Il volto della Vergine, di un ovale perfetto caratterizzato da uno sguardo profondo ed enigmatico, è coronato da una grande e preziosa corona, che si inserisce mirabilmente nel tondo del nimbo sporgente dalla tavola. Anche la figura del Bambino, dai tratti improntati ad una pensosa maturità, è trattata con uno squisito linearismo e dominata dal sapiente accostamento del verde della tunica col rosso del mantello.

 

Bibliografia

A. O. QUINTAVALLE, "La tavola di S. Maria de flumine nella pinacoteca del Museo Nazionale di Napoli", in Bollettino d'arte 1930-31, pp. 265-72;
T. H. GARRISON, Romanesque panel painting, Firenze 1953, p.92;
F. BOLOGNA, I pittori alla corte angioina di Napoli, Roma 1968, pp.22-23;
G. MATTHIAE, Pittura medievale abruzzese, Milano 1969, p.73;
AA.VV., Tutela dei Beni Culturali in Abruzzo, pp.17-22; 
E. CARLI, Arte in Abruzzo, Venezia 1998.

 

Commenti

La tavola, collocata sull’altare maggiore della chiesa di S. Maria in Pantanis di Montereale (AQ), fu segnalata nel 1958, nel corso di un’ispezione della Soprintendenza. Si ravvisò immediatamente la necessità di eseguire un intervento di restauro, ma il prelievo della tavola fu impedito dalla pertinace opposizione della popolazione locale che vedeva nella veneratissima icona il simbolo dei valori religiosi, culturali e storico-sociali della piccola comunità e ne paventava la perdita. Solo nel 1982 fu possibile trasferire la tavola presso l’Istituto Centrale per il Restauro. L’opera, costituita da un’unica tavola di pino sulla quale è stato innestato il tondo, riproduce uno schema iconografico abbastanza diffuso. La preziosità e la ieraticità dell’immagine sembrano escludere qualsiasi concessione alla vena popolare. Nella figurazione si uniscono in perfetta sintesi lo slancio ascensionale sottolineato dalle linee dei panneggi e dai contorni delle ampie maniche che sembrano annullare la naturale contrazione del corpo seduto ed una straordinaria ricchezza decorativa esaltata dall’uso del lapislazzulo. Per le analogie riscontrabili con la Madonna della Badia di Montevergine (AV) e quella di S. Maria de Flumine ad Amalfi, quest’opera può essere ritenuta di derivazione campano-amalfitana, strettamente connessa agli influssi bizantineggianti provenienti dai mosaici di Monreale e dell’area messinese.

 


Copyright 2007 Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell'Abruzzo, Castello Cinquecentesco - 67100 L'Aquila URL: www.museonazionaleabruzzo.it

 

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Cesariano

Cesariano: belle villette oggi sono state edificate in questa piccola frazione, nella quale vi è anche un allevamento di cavalli ed esistono (cosa ormai rara nel 2008) alcuni asini

 

Marignano

Marignano: (8827 slm 22 ab) con la più piccola Marignanettu, dal nome del fondatore. Nei pressi di Marignano sorge la frazione MADONNA IN PANTANIS, che anticamente contava 15 abitanti, fra i quali la famiglia del guardiano del cimitero e quella di un mugnaio; infatti nelle vicinanze della chiesa vi sono ancora i resti di un vecchio mulino ad acqua.

Marignano

Cavagnano

Cavagnano: (861 slm 34 ab) trae il suo nome dalla concavità del luogo. Il paese è stato edificato con caratteristici vicoli, intorno ad una sorgente, la cui acqua veniva raccolta in un vecchio pozzo. vi è una chiesetta dedicata alla Madonna della Neve, festeggia il 17 agosto.

FOTO 2010

Colle Cavallari

Colle Cavallari:ebbe origine dalle antiche famiglie Merilli e Sacchi.

Foto 2010 

Storiche 1

 

Cavallari

Cavallari: (836 slm, 39 ab.) i cui abitanti, come ricorda il nome, erano famosi per l'allevamento dei cavalli; nei pressi del paese una bella cascata, in una vallata suggestiva.

 

San Vito

S. Vito: (853 slm, 27 ab.): ebbe origine dai discendenti del distrutto piè di Castello. Dietro il paese vi è un piccolo mulino ad acqua, con lo stemma di Montereale; merita una citazione il Palazzo palmieri, recentemente restaurato.

Colle Calvo